Nonostante un calo delle importazioni USA di vino in bottiglia e un aumento invece di quelle di vino sfuso che premiano i Paesi del cosiddetto Nuovo Mondo, con l'Australia in testa, il vino italiano è quello che registra i cali minori di prezzo del prodotto imbottigliato in rapporto ai competitor, confermando che la percezione del rapporto qualità/prezzo delle etichette italiane da parte del consumatore americano, rimane buona anche in tempi di crisi.
Sulla base delle più recenti elaborazioni statistiche, si registra nei primi dieci mesi del 2009, nelle importazioni totali di vino da parte degli USA, un aumento in quantità del +14,5% pari a 6 milioni e 817mila ettolitri, a tutto discapito del controvalore monetario che segna una riduzione di quasi -14,4 punti percentuali pari a 2,598 miliardi di dollari. E il Belpaese, che in valore rimane comunque leader, arretra in entrambi i parametri, con un -4,6% in quantità e un -14,9% in valore (1.712.000 ettolitri per 822,3 milioni di dollari).
A regalare un sorriso benaugurante all'Italia sono le bollicine, con un +13,4% in quantità e +7,6% in valore (137.810 ettolitri per 87,66 milioni di dollari), su un mercato americano che vede, in generale, un calo del -6,7% in volume e del -30,1% in valore.
Male invece tutti i principali produttori europei, dalla Francia alla Germania, fino alla Spagna, anche a causa dell'euro forte sul dollaro.
Fonte: www.viniesapori.net